Come diventare hacker

Come diventare hacker

Come diventare hacker

Chi scrive questo articolo ha buone conoscenze informatiche, ma non è un hacker. Chi scrive questo articolo, conosce alcune tecniche di hacking per passione e per conoscenza indiretta derivata dal proprio mestiere, ma non le ha mai utilizzate per compiere attacchi.
Quello che trovate scritto qui non è il solito copia e incolla da altri siti e non è banale e non è nemmeno un articolo inventato dall’idea di un film.

Non ti posso insegnare a diventare un hacker, perchè non si riesce ad insegnarlo con un articolo sul web e non sarei capace a farlo e forse è anche illegale. Quello che posso fare è descrivere i metodi utilizzati e sfatare alcuni miti.

Sfatiamo subito i miti

Mito numero 1: l’hacker dei film

Per quanto ne so io, scordatevi l’idea che un hacker, nella sua umile casa, possa prendere in mano la tastiera del suo PC e in pochi minuti, senza conoscere nessuna password, riesca ad entrare in una rete informatica e scaricare dati o comunque creare danni. Io se non lo vedo con gli occhi non ci credo.

Un attacco hacker richiede tempo, molto tempo e impegno e spesso non riesce.

Mito numero 2: l’hacker invisibile

Nascondersi su Internet è possibile, ma è più difficile nascondersi che compiere l’attacco vero e proprio. Per la Polizia Postale non sarete mai anonimi.

Per navigare su Internet il vostro PC deve avere un indirizzo IP univoco. Il server che vi procura la connessione di rete deve conosce il vostro indirizzo IP. Ogni server che comunica su Internet ha un indirizzo IP, ne consegue che per quanto il vostro nome non appaia mai, il vostro indirizzo IP deve venire tracciato obbligatoriamente o nessun dato potrà essere scambiato.

Ora direte: “l’indirizzo IP cambia ad ogni connessione ed io utilizzo una rete gratuita anonima e utilizzo dei server proxy (la famosa rete TOR) che cambiano spesso il mio IP“, questa soluzione di anonimia potrebbe si rallentare le indagini della Polizia Postale, ma se la combinate grossa prima o poi verrete beccati: gli indirizzi IP portano con se gli orari di connessione e tutta la tracciatura dei server che attraversate.

Mito numero 3: mi collego in anonimo utilizzando le reti pubbliche free

Non cambia nulla, se la combinate grossa vi tracciano e vi beccano: come ? Vi spiego: Esempio: Oggi vi collegate alla rete McDonald e attaccate una banca, il prossimo mese vi collegate alla rete autostradale e attaccate un’altra banca, il prossimo mese lo rifate utilizzando la rete wifi aperta di un comune cittadino ignaro, ma poi vi beccheranno. La Polizia Postale saprà che un certo PC ad una certa ora in un certo McDonald ha attaccato una banca, poi il mese successivo ad una certa ora lo stesso PC ha attaccato un’altra banca e via dicendo. Probabilmente il PC che usate viene identificato e non è raro che possa già dire chi siete, ma di certo voi eravate in quei posti a quelle ore e con un abile intreccio di dati e statistiche porterà ad una cerchia di persone probabili. Sarà facilissimo in mezzo a quelle persone escludere chi di certo non ha le capacità per esercitare un attacco hacker. Rimarranno poche persone (qualche decina forse meno) che in quei momenti potevano essere in quei posti e con quelle capacità. A questo punto o vi trovate un buon nascondiglio o vi prenderanno.

Quindi li mettono tutti in galera ?

Se la combinate grossa e siete appena un poco maldestri forse si.

Ma qual’è l’attacco hacker migliore ?

Ora dico una cosa, appena voi la leggerete potrete pensare che è banale ed è la solita estremizzazione, ma è la verità: l’attacco migliore, più sicuro e più facile è conoscere la password per accedere ai server che desiderate attaccare. Banale ? NO ! Verissimo.
Partiamo alla grande e supponiamo che vogliate attaccare una banca, penserete che è difficile se non impossibile e comunque fattibile solo per super hackers, invece no. Sappiate che potrebbe essere molto più facile corrompere qualcuno che vi consegni una password di accesso e a quel punto non servono abilita particolari per raggiungere i vostri obiettivi. Tuttavia anche in questo caso dovrete nascondervi per sempre o vi beccheranno.

Ma io so di gente che ha attaccato siti senza conoscere nessuna password

Si, certo. La quasi totalità dei siti web utilizza degli script PHP per funzionare e appoggia i propri dati su dei database SQL (so che parlo tecnico, ma se non sapete cos’è PHP e SQL è inutile pensare di fare hacking).

Fino a pochi anni fa era possibile inserire del codice PHP in un qualsiasi modulo di iscrizione al sito o in qualunque modulo che permettesse l’inserimento di una stringa. Con questo metodo di “code injection” e inserendo le opportune punteggiature, il sito web eseguiva il nostro codice PHP regalandoci in pratica il pieno potere. Ormai questa tecnica è diventata difficilissima a causa dei moderni ed efficaci sistemi di difesa che eliminano dalle stringhe che inseriamo i segni di punteggiatura che acconsentirebbero questo tipo di attacco.

Un’altro sistema qual’è ?

Un altro metodo molto facile di attacco, ma molto facile da aggirare, è quello di inviare un file tramite un classico modulo di upload, ad esempio un modulo che permetta di inviare al sito una immagine o un file di qualche tipo. Questo metodo è molto facile da aggirare, e ormai tutti i siti accettano upload solo di file con estensioni adeguate e inoltre lo rinominano subito rendendo questo attacco inefficace. Tuttavia, questo tipo di attacco può ancora dare problemi. Il fatto di poter inviare un file da noi preparato, espone sicuramente il server. Immaginate di poter inviare un file PHP ad un sito, e di poterlo in seguito eseguire semplicemente dal browser: il server sarebbe spacciato.

E’ altamente improbable che riusciate ad inviare un file PHP, ma è molto facile poter inviare un file JPG. L’immagine appena inviata verrà quasi certamente visualizzata nella pagina web per le normali routine di processo del sito ed è qui che può accadere l’attacco. Per essere visualizzata l’immagine viene processata dal codice PHP (magari con un include()?) del sito e infine dal HTML che la mostrerà impaginata come ci si aspetta. Un file immagine (come ogni file) è poco diverso da un file di testo (infatti potete aprirlo con un notepad anche se il contenuto è un caotico assembramento di caratteri), tuttavia quei caratteri possono essere manipolati (distorcendo certamente l’immagine). Quando l’HTML ricompone la pagina potrebbe “confondersi” e generare del contenuto non voluto. Io stesso ho subito questo tipo di attacco, tuttavia è un attacco che solitamente non crea danni, ma crea semplicemente contenuti molto alternativi e molto diversi nel vostro sito.

E il Trojan ?

Questo attacco “cavallo di Troia” è un classico che non passa mai di moda. L’hacker deve solo mandare un allegato in una mail all’impiegato più incapace, illudendolo che è un allegato sicuro e che gli serve per il suo lavoro. Se malauguratamente questo allegato che contiene codice attivo viene aperto è la fine. Come appunto un cavallo di Troia, il codice eseguito dall’allegato avrebbe il libero arbitrio sui processi del PC e può far entrare ogni tipo di software. A poco o nulla gli antivirus vi difenderebbero. L’antivirus si accorge sicuramente che l’allegato è pericoloso e avviserà più volte, ma se il malcapitato esegue l’allegato della mail, l’antivirus non potrà più fare nulla: sarebbe come accettare di fare entrare un estraneo in casa e lasciarlo li nascosto per sempre, e sperare che non rubi o ficcanasi nulla solo perchè prima di entrare ha detto “non sono un ladro”.

L’attacco hardware

Economico ed efficace è l’attacco tramite dispositivi hardware. Questi dispositivi, facilmente reperibili in vendita su Internet, si inseriscono tra la tastiera e la porta USB. Nulla vieta di metterli tra il cavo di qualsiasi dispositivo USB e la relativa presa USB.

Questi dispositivi hardware non possono essere rilevati da nessun antivirus, perchè non influenzano nulla e non interagiscono con nulla nel vostro PC. Questi dispositivi si limitano a registrare quello che per voi è interessante e che passa nel connettore USB, quindi registrano ogni tasto della tastiera a cui viene applicato o registrano dati e file che vi attraversano. Appena il dispositivo viene recuperato dall’hacker potrà con comodo a casa guardare il contenuto della registrazione e intercettare dati e password.

Questo attacco presenta poche difficoltà se non quella di inserire e poi recuperare il dispositivo.

Quale attacco hacker è più facile e pericoloso ?

A mio avviso l’attacco hacker più pericoloso e purtroppo anche facile, è quello della falsa tastiera.

Questo tipo di attacco viene usato più di quel che si pensa e procura anche guai seri, purtroppo se ne parla poco, ma più tutti ne siamo consapevoli più ci si può difendere.

Sto parlando della “falsa tastiera”. Questo attacco viene eseguito tramite una minuscola chiavetta USB facilmente reperibile e che viene vista dal sistema operativo come una qualunque ed innocua tastiera. Questa chiavetta, appena viene inserita, inizia a comportarsi come una tastiera a tutti gli effetti inviando tasti al PC: l’hacker che a casa l’ha comodamente programmata, avrà istruito la falsa tastiera a inviare e digitare tutto quello che serve per aprire un browser e connettersi a qualunque sito e scaricare qualsiasi cosa. La falsa tastiera non necessita di essere recuperata, perchè tanto ha già fatto il suo lavoro, ovvero ha digitato al PC tutto quello che l’hacker aveva preparato proprio come se lui fosse li.

Non esistono difese efficaci contro questo tipo di attacco se non disabilitare le porte USB. Se viene inserita una falsa tastiera ad una USB attiva di un PC, inizierà a inviare comandi all’orario prestabilito e nei modi prestabiliti e il PC accetterà ogni cosa. State attenti, perchè chiunque e in qualsiasi momento potrebbe, in 2 secondi, infilare la mini chiavetta (falsa tastiera) USB in un qualsiasi PC e voi potreste accorgervi della presenza della chiavetta anche solo dopo alcuni giorni, quando ormai l’attacco è stato fatto.

Conclusione

Scordiamoci quindi che l’hacker è quello dei film che dalla sua camera entra in pochi minuti in qualsiasi server a fa quello che vuole, forse esiste anche qualcuno così geniale (non lo so), ma sarebbero indubbiamente pochi individui e comunque prima o poi rintracciabili.

Il vero pericolo è offerto dalla ingenuità delle persone che ricevono l’attacco. Anche il più bravo operatore informato può essere abbastanza ingenuo da cadere in una trappola informatica e non accorgersi che nel suo PC da 6000 euro, sotto la sua scrivania del suo ufficio, c’è una micro chiavetta USB infilata chissà da chi e chissà da quando. L’ingenuità è alla base di quasi tutti gli attacchi degli hacker, che con false email e falsi ritocchi ai siti riescono a convincere le vittime ad eseguire pericolosi allegati e o a scaricare letali applicazioni.

Ricordatevi che chiunque può essere corrotto e diffidate della gratuità di alcune applicazioni, che potrebbero avere un secondo fine oltre a quello dichiarato. Un hacker potrebbe distribuire una bellissima applicazione gratuita per tutti e che fa benissimo il suo lavoro, finché nel mucchio di tutti i sui clienti non spunta la vittima perfetta, quella da colpire, quella da cui tranne il profitto ed è li che la sua “gratuita” applicazione attiverà il secondo fine.

State attenti e proteggetevi dagli hacker

Perché si muore ? O non si muore ?

Perchè si muore ?
Perchè si muore ?

Perché si muore ?

Chi scrive questo articolo è un pensatore e appassionato di scienza, fisica e misteri. La domanda che mi sono posto è proprio questa: perché si muore ?
A cosa serve morire ?

Può sembrare stupido o banale, ma non lo è. Sappiamo tutti che ogni essere vivente prima o poi deve morire, non c’è scampo. Ma perché ?
Il dubbio che ci potrebbe venire è: dobbiamo morire per far posto agli altri ? Oppure moriamo solo perchè invecchiamo fino al deperimento ?

E se la morte fosse un difetto evolutivo ?

Questa teoria è plausibile. Ragioniamo. La vita sul nostro pianeta potrebbe essere partita tutta da una unica combinazione chimica casuale che ha generato una cellula, poi questa cellula si è evoluta adattandosi a sopravvivere prendendo energia dal sole o assorbendo sostanze da altre cellule e si è così creato il regno vegetale e animale, da questo momento in poi la vita a continuato ad adattarsi ad ogni ambiente, eliminando i difetti e creando tutta la varietà che ben conosciamo. Ogni vita si è evoluta perfettamente per adattarsi al suo scopo principale: sopravvivere. Ma c’è un grosso difetto che la natura non ha risolto: la morte.

In realtà la natura è riuscita in qualche modo ad arginare il problema, ma il difetto della morte è rimasto in tutte le specie fin dalla prima cellula. La soluzione per risolvere la morte è stata la duplicazione cellulare, la prima cellula esistente si è replicata dando origine all’infinita evoluzione della vita sul nostro pianeta.

Potersi riprodurre ha reso inutile essere immortali ?

La riproduzione ha sopperito al fatto che le cellule invecchiano e muoiono. Quando la prima cellula si è riuscita a riprodurre prima di morire, ha di fatto dato il via alla vita rendendo l’immortalità inutile.

Se la prima cellula fosse sopravvissuta imparando ad auto ripararsi e ad auto adattarsi all’ambiente, oggi sarebbe evoluta e mai morta.

E’ meglio essere immortali o è meglio potersi riprodurre ?

Non è semplice rispondere a questa domanda, ma ci proviamo:

Se fossimo immortali:

Se la prima cellula fosse sopravvissuta auto riparandosi, forse ad oggi avremmo un solo super essere vivente super saggio e super intelligente con una esperienza di milioni e milioni di anni. Sarebbe padrone del pianeta e sarebbe plausibile pensare che avrebbe potuto creare copie di se semplicemente separando una parte del corpo, esattamente come si può fare facendo una talea con una pianta. Un essere di questo tipo sarebbe perfetto nella sua evoluzione e la capacità di auto ripararsi l’avrebbe fatto sopravvivere ad ogni tipo di avversità per sempre. Non possiamo escludere che su un altro pianeta ci possa essere questo tipo di vita, ma sarebbe un pianeta con poca o addirittura nessuna biodiversità.

Non siamo immortali:

Purtroppo la nostra evoluzione ha reso inutile l’immortalità, tanto possiamo riprodurci. Quindi è la capacità di poterci riprodurre il difetto che ha reso inutile essere immortali. Ma la riproduzione da dei vantaggi ?
La riproduzione ha originato tutta la biodiversità che c’è sul pianeta, ma la biodiversità è una conseguenza della riproduzione e non una sua necessità. La biodiversità tra piante e animali, con tutte le sue forme e colori ci pare bella, perché siamo abituati a vederla così. Se fossimo immortali da sempre ci sembrerebbe probabilmente caotica, bizzarra e piena di pericoli. Se fossimo immortali da sempre, guarderemo a un pianeta come il nostro, con amarezza e un forte senso di pietà e sarebbe difficile comprendere il senso di una vita che finisce in pochi anni. Anche una vita che sopravvive 100 e oltre anni sarebbe comunque un istante rispetto a una vita eterna e immortale.

Siamo quindi difettosi ?

Se guardiamo a livello di essere vivente: si, probabilmente siamo tutti esseri viventi difettosi su questo pianeta, che ci tocca morire per far proseguire la specie.

Dobbiamo però guardare a livello di natura e non di singolo essere vivente. Se guardiamo a livello di natura, ci accorgiamo che la natura esiste sia che gli esseri siano immortali che mortali. Quindi per la Natura (con la N maiuscola) poco importa se siamo mortali o immortali, quello che conta è che esista lei nel suo complesso.

Però la natura non sbaglia… quindi qualcosa non va…

E’ vero, la natura non sbaglia. Quindi la morte potrebbe non essere un difetto evolutivo, ma una soluzione ad una necessità.
Se la premessa che la natura non sbaglia è vera (e lo è), allora la morte non è un difetto e noi la interpretiamo in maniera sbagliata.
Ebbene noi non moriamo.

Che significa: noi non moriamo ?

Significa che se la natura ha optato per la morte, significa che la morte non è un difetto evolutivo, significa quindi che la morte non è quello che noi consideriamo, significa che noi non moriamo come lo intendiamo. Noi quindi non moriamo, noi ci trasformiamo.

La morte dovrebbe essere chiamata: trasformazione. Come ogni molecola deperisce, anche le nostre molecole deperiscono e così anche le cellule e quindi si invecchia. Quando il nostro corpo (e qui bisogna osservare la parola “nostro” che ci fa sentire il corpo appartenente a “noi”, “noi” che lo abitiamo) non può più ospitarci (la parola “ospitarci” è la più appropriata che ho trovato), si spegne come fosse una macchina e “noi”, noi siamo il software di quella macchina ormai spenta.

Noi siamo un software ?

No, ma la parola rende bene l’idea. Noi abitiamo il corpo come un software abita una macchina e quando la macchina si rompe, il software può essere installato altrove. Quando il corpo si rompe, il software (anima?) rimane.

Noi non moriamo, noi ci trasferiamo e lo fa la natura in un modo che non conosciamo.

La natura può tranquillamente spegnere un corpo e riutilizzarlo dopo la decomposizione, ma non sprecherebbe mai la saggezza e l’esperienza di una vita. La natura non spreca mai nulla e questa è una certezza. Quindi noi non moriamo, perchè ciò sarebbe uno spreco enorme, “noi”, dopo la morte, veniamo “trasferiti” in qualche sconosciuto modo e posto. Questa è la mia conclusione e certezza personale.

Andati sulla Luna: Fake o realtà ? Nuove prove e indizi.

Sbarco Luna Fake o realtà ?
Sbarco Luna Fake o realtà ?

Andati sulla Luna: Fake o realtà ? Nuove prove e indizi:

Si è detto di tutto sullo sbarco sulla Luna, ma resta sempre il dubbio: è tutto vero o tutto falso ?

Chi scrive questo articolo è appassionato di cospirazioni e si impegna da sempre a capire dove sta la verità o la falsità. Riguardo allo sbarco sulla Luna del 1969, ho letto libri sull’argomento, ho visto documentari di ogni genere e ho visitato innumerevoli siti: alcuni autorevoli alcuni amatoriali alcuni ambigui, il tutto per cercare la verità.
Questo articolo cerca di essere obiettivo sull’argomento sbarco Lunare e parte dal presupposto che chi lo legge sia già a conoscenza della gran parte dei fatti.
Questo articolo non è la solita riproposta delle prove a sostegno della verità o della cospirazione, ma questo articolo è un filtro dal quale emergeranno solo gli indizi più energici.

Io, so già tutto sullo sbarco Lunare, che c’è di nuovo ?

Si, caro lettore, so che hai visto tante foto che mostrano ombre prodotte da direzioni diverse da quella del sole, so che hai visto riflessi di cameraman sui caschi, so che hai saputo che la pellicola fotografica non avrebbe potuto resistere alle temperature Lunari, so che hai già capito che la polvere lunare non può galleggiare nell’aria in assenza di gravità, so che hai visto la foto della famosa impronta Lunare diversa dalla suola degli scarponi degli astronauti, so che il Lander è incredibilmente privo di polvere, e chissà cosa altro hai visto…

Ma … ?

Ma io so, che tu sai, che sono state date delle spiegazioni a tutto ciò. Spiegazioni a volte assurde e a volte credibili e che non fanno altro che aumentare i dubbi sulla questione. Se stai ancora leggendo, significa che cerchi qualcosa che ti convinca verso una delle due strade: fake o realtà.

Cosa c’è di nuovo sulla Luna ?


Le novità, sono le analisi dei comportamenti umani, quei comportamenti a cui non ci si può sottrarre e che ora spiegherò:

Il primo sbarco sulla Luna:

Prima ti invito a vedere questo breve video.
Questo è il famoso video dove Neil Armstrong scende per la PRIMA volta sulla Luna.
L’hai guardato ? Bene, ora analizziamo scena e contesto:

  • CONTESTO: siamo sulla Luna per la prima volta.
  • CONTESTO: nessuno ha mai appoggiato un piede qui.
  • CONTESTO: l’ambiente è ostile e se sbagli muori.
  • SCENA 1: Neil scende gli scalini … tutto normale per ora.
  • SCENA 2: Neil fa una pausa sull’ultimo scalino: giusto direi.
  • SCENA 3: Neil fa un saltino per scendere: inverosimile:

Perché il saltino di Neil è inverosimile ?

Perché è indubbiamente inverosimile e lo spiego: siamo per la prima volta sulla Luna, l’ambiente è ostile che di più non si può e se qualcosa va storto nessuno ti può aiutare e si muore senza possibilità di appello.
Neil, come chiunque altro, su quell’ultimo gradino avrebbe avuto il cuore in gola, avrebbe avuto paura soprattutto se se era addestrato e preparato perchè consapevole dei rischi. Il suolo Lunare era si abbastanza conosciuto, ma non tanto da garantire la certezza di cosa ci fosse sotto la polvere. Nel punto dove Neil appoggia i piedi ci sarebbe potuto essere una voragine o un mezzo metro di povere per non dire un metro. Neil avrebbe potuto sprofondare e rimanere incastrato, o semplicemente avrebbe potuto sbilanciarsi e cadere lacerando la tuta, ed è fuori dubbio che uno qualsiasi di questi inconvenienti avrebbe potuto facilmente portare al fallimento totale della missione.

Cosa avrebbe dovuto fare Neil ?

Qualsiasi essere umano in quel contesto, soprattutto se addestrato e quindi consapevole dei rischi, sarebbe sceso con prudenza. Cosi:

  • SCENA 1: Neil scende gli scalini
  • SCENA 2: Neil fa una pausa e controlla il suolo
  • SCENA 3: Neil assicura una corda alla tuta e alla scaletta
  • SCENA 4: Neil appoggia un piede e testa la superficie
  • SCENA 5: Neil prova appoggia anche l’altro piede
  • SCENA 6: Neil si sposta adagio e con la fune attaccata

Il comportamento di Neil Armstrong è talmente incongruente al contesto dal farmi pensare che tutto sia recitato.

Le passeggiate in libertà sulla Luna

Ora ti invito a guardare questo breve video.
L’hai guardato ? Bene. Questo video mostra delle cadute accidentali sulla Luna e dei movimenti diciamo … di divertimento.
Se analizziamo il contesto comportamentale, anche qui non ci sono dubbi: chiunque si trovi sulla Luna e soprattutto se addestrato e consapevole, non avrebbe mai effettuato movimenti così bruschi e imprudenti. Ricordo che questo ambiente è ostile ai massimi livelli e basta un piccolo strappo nella tuta per morire.
Qualsiasi essere umano si sarebbe mosso con i limiti dettati dalla paura e dalla coerenza del momento. Si nota invece un comportamento divertito e sicuro, senza nessun limite indotto dall’istinto. Devo anche qui dire che non è credibile.

La conferenza Stampa:

Ora guarda la conferenza stampa, è sottotitolata in Italiano, ma non è importante quel che dicono. La faccia dei 3 astronauti è inequivocabile e a tutti gli effetti esprime disagio e insicurezza. Nel loro inconscio i 3 uomini si sentono “sbagliati” e non sicuramente orgogliosi della successo della loro missione. Questi 3 esseri umani non sono attori e dai loro visi trapela tutto il loro segreto. Che dire, anche qui il comportamento non è congruente al contesto.

Quindi lo sbarco Lunare è tutto un Fake ?

Mi devo sbilanciare, e dopo aver visto di tutto ed essermi anche ricreduto diverse volte, il mio personale pensiero è SI. Secondo me è fake almeno al 90%. Le prove migliori sono proprio i comportamenti umani.

Mi dispiace un po smentire lo sbarco, ma le prove contro sono molto più forti e numerose di quelle a favore.

Qualche altra forte prova che lo sbarco sembra fake ?

Una prova inconfutabile e assolutamente non spiegabile sono le innumerevoli foto perfette scattate in controluce. Non era e non è possibile scattare foto in controluce, senza flash o riflettori, e riuscire ad ottenere dei soggetti così ben illuminati. Impossibile e qualunque fotografo può testimoniarlo.

Il documentario nel link seguente, è in Italiano e fatto molto bene, spiega tutte le vicende fino allo sbarco sulla Luna e dura 3 ore. Se siete interessati vale la pena vederlo per potervi fare voi la vostra idea personale.

Documentario in Italiano sulla teoria del complotto dello sbarco sulla Luna in Italiano

La prova più forte favore dello sbarco sula Luna ?

La prova più forte è la effettiva durata della bugia. Se è tutto fake, dovrebbe ormai già essere appurato e fuori dubbio, soprattutto grazie alla moltitudine di prove eclatanti. Invece esistono ancora dei dubbi.
Tuttavia voglio ricordare che (nel caso pensiamo al fake) tutti i preparativi per la missioni erano stati effettivamente fatti e che la missione “vera” è stata in gioco fino agli ultimi mesi.
Ricordo che nel caso del fake, le persone coinvolte sarebbero pochissime (astronauti, cameramen, dirigenti Nasa e basta). Tutti gli altri operatori ai monitor e ai contatti radio non si sarebbero mai potuti accorgere di nulla.

Resoconto finale

Non ne ho la certezza e nessuno l’ha. Devo purtroppo constatare che elencando le prove a favore e le prove a sfavore (vedi tabella sotto), lo sbarco sulla Luna sembra essere un fake e anche realizzato piuttosto male.

Pro fake

  • Comportamenti incongruenti
  • Foto in controluce
  • Fasce di Van Allen
  • Foto ambigue
  • Fondali cinematografici
  • Ombre da più fonti
  • LEM fatiscente con “pezze”
  • Impronte impossibili
  • Tecnologia insufficiente
  • Presenza di atmosfera
  • Documentario

Pro vero

  • Durata della bugia
  • Rocce lunari sulla terra
  • Nessuna confessione

Coma sarà l’Italia dopo il Coronavirus

Come sarà Italia dopo

Coma sarà l’Italia dopo il Coronavirus ?

La formula indicata in questo articolo non è inventata da chi la sta scrivendo. E’ una formula che racchiude diversi studi e idee politiche ed economiche. Mostrerò come sarà L’Italia e la sua ripresa dopo il Coronavirus, ma sopratutto elencherò quello che di positivo avverrà.

Si ok, ma ormai la TV e i social hanno già detto tutto

Si, TV giornali e social dicono tutto e il contrario di tutto. Quindi occorre chiarezza e obiettività senza influenze politiche.

Come sarà la scuola ?

La scuola ricomincerà con l’impegno del distanziamento fisico che nel giro di poche settimane tornerà ad essere quello di sempre.
Ma subirà dei miglioramenti:
1- Molte lezioni di recupero, che prima del virus erano svolte il pomeriggio, saranno spesso svolte da casa via web, visto che ormai questa abilità è stata acquisita. Questo aumenterà la partecipazione degli studenti e la disponibilità degli insegnanti e abbasserà i costi delle scuole.

2- La sanificazione dei locali renderà più facile mantenere la manutenzione degli stessi e di conseguenza avremmo scuole più belle e mi spiego: la sanificazione sarà una prassi dovuta, quindi ci sarà più sensibilità di tutto il personale in questo senso, ci sarà più attenzione nel monitorare i locali e nel segnalare i problemi. Ne conseguirà indubbiamente un miglioramento generale.

Come saranno i ristoranti ?

Il distanziamento sarà obbligatorio e si potrebbe pensare a una diminuzione dei clienti, ma non è detto. Ci potrebbe essere un miglioramento dei locali per attrarre più clienti sfruttando gli spazi lasciati vuoti dal distanziamento: es: piante, ornamenti curiosi, o piccoli musei dentro i ristoranti.

I clienti saranno obbligati a impegnarsi di più per trovare posto libero e la clientela si distribuirà in maniera omogenea su tutti i ristoranti. Verranno riscoperti posti eccellenti ormai dimenticati. Salirà indubbiamente l’offerta, la qualità e la diversificazione.

Come sarà il posto di lavoro ?

Qui è difficile dirlo. Ogni professione è diversa e con rischi diversi e bisognerebbe fare un discorso diverso con ognuna. Tuttavia, con il frutto della esperienza acquisita, aumenterà il lavoro da casa e questo può dare vantaggi a molti genitori e un risparmio per le aziende. Per facilitare il distanziamento, si potrebbe lavorare con orari più flessibili e portare vantaggi sia al datore che al dipendente. Inoltre, presumo che la crisi potrebbe portare ad attivare un nuovo orario di lavoro a meno ore: invece che le canoniche 8 ore, si potrebbe passare a 6 ore per distribuire più lavoro per tutti. Si potrebbero anche attivare vantaggi reciproci per datori e lavoratori con un nuovo part-time.

Guadagneremo di meno ?

Quello che conta è il potere di acquisto, cioè: se si guadagna meno, ma i prezzi sono più bassi, non cambia nulla. Tuttavia i grandi cambiamenti impiegano tempo a stabilizzarsi e per diversi mesi ci potrebbe essere qualche difficoltà.

Come saranno gli ospedali ?

Indubbiamente più efficienti. Dall’esperienza acquisita, si definiranno ospedali equipaggiati alla lotta ai virus e i pazienti saranno subito deviati verso questi evitando così inutili contagi negli altri. Gli altri ospedali potranno continuare a lavorare tranquillamente, risolvendo le patologie comuni. Avremo più scorte di materiale medico strategico e una produzione interna imposta dallo stato.

Come sarà il turismo ?

Come sara il turismo dipende molto dall’inventiva degli esercenti. Prima del virus il nostro paese attraeva persone senza troppi sforzi e questo rendeva i servizi spesso poco “professionali”.

Ora, con la crisi del dopo virus, i clienti sono da attirare offrendo più qualità. Credo che i professionisti del settore abbiano già idee pronte.

Questo settore ha indubbiamente bisogno di molti fondi per rinnovarsi e per promozionare i luoghi, il paesaggio e tutta l’arte che abbiamo.
Non c’è alcun dubbio che nel giro di 1 o 2 anni avremo un miglioramento attrattivo di tutte le aree turistiche e i clienti torneranno.

Inquineremo di più o di meno ?

Di meno. Tutti hanno visto i fiumi tornare azzurri. Tutti hanno visto le aree metropolitane libere dallo smog. Tutti hanno visto la fauna locale tornare a visitare luoghi prima impensabili. Ne conseguirà che molta più gente sarà sensibile all’ambiente, molta più gente ne parlerà sui social e molta più pressione ci sarà sui governi su questo argomento. Volete dei numeri? se prima del virus la sensibilità sull’ambiente era diciamo 6, ora diventerà 8 ! Almeno! Sicuro!

Aumenterà il debito pubblico ?

Si. Certamente l’Italia ha un alto debito e aumenterà. E’ vero che i paesi detti del “terzo mondo” non ce l’hanno. Però…

Io preferisco il debito e vivere in Italia.

Anche voi immagino…

Racing CUP

RACING CUP
RACING CUP

Racing CUP ? Cos’è, una pubblicità ?

No, non è una pubblicità. Racing CUP trova spazio fra questi articoli perché questa APP Android è stata partorita dal team di questo sito e si ricollega pienamente a questo articolo.

Di che si tratta ?

Racing CUP è un gioco di corse per dispositivi Android.
E’ gratuito in cambio di qualche spot pubblicitario.

Gratuito ? Ma si guadagna con i giochi gratuiti ?

Si guadagna poco. Tuttavia, la distribuzione gratuita fa leva sui grandi numeri. Se un gioco, spinto dalla gratuità, riesce a raggiungere grandi numeri di clienti, può iniziare a generare qualche euro al mese di incassi. La distribuzione gratuita non è adatta a sostenere grandi team di sviluppo, ma è adatta ad un modesto recupero spese per progetti condotti da poche persone.

Perchè è stato realizzato Racing CUP ?

Racing CUP è il frutto di una grande passione da parte di questo team. Lo sviluppo di un videogioco richiede un immenso sforzo di creatività e spazia tra grafica, musica, are, poesia, stile e ovviamente programmazione. La gratificazione che provoca la realizzazione di un videogioco, è un privilegio riservato agli sviluppatori, disposti a lavorare anche per pochissimi euro.
Questa è la motivazione che sta alla base di un videogioco a distribuzione gratuita.

Ma è bello Racing CUP ?

Ogni gioco per quanto sia costoso o gratuito, complesso o banale, geniale o stupido trova sempre critiche discordanti e opposte, ma una cosa è certa: il frutto di tanta passione può solo generare un prodotto sicuramente decente e spesso dannatamente divertente anche se dovessero essere presenti alcuni difetti.

Cosa succede e come si gioca a Racing CUP ?

Come già detto, questo gioco è per dispositivi Android. E’ un gioco di corse con una visuale dall’alto con tutto il circuito visibile al completo.
Nel gioco si partecipa ad un campionato mondiale con tanto di classifica e tornei.
Quando si gareggia si sfidano altri utenti con le loro vetture personalizzate, ma non saranno gli utenti umani a guidare, bensì sarà la CPU che imita il loro stile di guida. Questa modalità di gioco è una idea geniale e un vanto per questo semplice videogame.

Racing CUP vanta molti scenari diversi, attraversando circuiti campagnoli, innevati, lande desolate, città e altri da scoprire

Racing CUP vanta un infinito numero di mappe e tacciati diversi e questo è dovuto al generatore di mappe procedurale che permette la creazione di scenari sempre diversi per ogni gara. E’ praticamente impossibile giocare 2 volte sullo stessa mappa.

Racing CUP è facile da gestire. La vostra vettura è capace di guidare da sola, ma per vincere avrà bisogno del vostro dito per correggere le traiettorie e tagliare il traguardo per primi.

Scarica Racing CUP ora. E’ gratis

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Chi scrive questo articolo ha progettato, sviluppato e distribuito 28 APP tra Android, Apple e Windows e può sostenere i propri concetti su una base di 11 anni di esperienza complessiva.
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Se l’idea è molto buona, potrebbe anche essere una scelta giusta. Ma ti dico subito quali idee sono buone e quali sono i punti di forza.
Se la tua idea si basa su di un videogioco e basta, lascia perdere perché non la venderai.
Se la tua idea è un videogioco, e hai già a disposizione tutte le risorse: immagini, animazioni, suoni e manca solo la programmazione, allora puoi farcela e nel prossimo articolo ti spiegherò come vendere e a chi vendere l’idea e le risorse.
Se la tua risorsa è qualcosa di utile che soddisfa una necessità o semplifica la vita, allora puoi venderla. Anche in questo caso farò a breve un articolo per dirti a chi puoi venderla.
Se la tua idea è o non è un gioco e non sai se può essere utile, allora chiedi in giro ai tuoi conoscenti se comprerebbero per qualche euro una applicazione come hai ideato, poi fai una valutazione statistica. Diciamo che se 1 persona su 50 ti dice che la comprerebbe, sei sulla strada giusta e puoi passare all’articolo sucessivo.

Imparo come si fa e faccio la mia prima Applicazione

Su Internet troverai decine e decine di articoli e video che spiegano come iniziare a programmare da zero, puoi leggerli tutti e scegliere il metodo che ti convince di più. Se ti vuoi fidare di me, scegli quello che ti suggerisco io.
Ora spiegherò brevemente perchè evitare alcuni metodi, poi esporò il mio consiglio.

Io non so programmare e non so da dove cominciare

In questo caso qualcuno ti suggerirebbe di utilizzare dei tools online che senza sapere programmare ti permettono di realizzare applicazioni Android. Ebbene, ti sconsiglio questo metodo e mi spiego: anche se probabilmente riuscirai a realizzare la tua prima APP, sarà assolutamente una app da principiante, molto limitata dai limiti che hanno i tool online e servirà solo a farti rubare l’idea. Perderai tempo e non guadagnerai nulla.
Segui il mio consiglio in fondo alla pagina.

Io so un po programmare ma non so da dove cominciare

Sei adatto per il mio consiglio. Seguilo.

Io sono bravo a programmare ma non so da dove cominciare

Qualcuno ti suggerirebbe di utilizzare Python, Java, Android Studio, Visual Studio.
Questi strumenti sono senza dubbio i più professionali e potenti, ma richiedono competenze complete, che dubito tu abbia o non leggeresti questo articolo. Questi strumenti richiedono tempi di sviluppo importanti e un team di sviluppo per unire le competenze. Rimarrai deluso.

Quindi per realizzare la mia APP devo seguire per forza il tuo consiglio ?

Si.
Io so chi sei.
Tu sei uno che sa fare qualcosa, hai inventiva, vuoi fare in fretta, vuoi realizzare la tua idea da solo e nel tempo libero, vuoi distribuirla e guadagnare qualcosa.
Tu sei come me.
Se la tua idea è un gioco o un servizio o qualsiasi altra cosa, io ti consiglio di usare uno strumento che non ti obbliga a saper programmare, ma che se lo sai fare farai le cose più in fretta e se sei bravo ancora meglio. Lo strumento che ti propongo non è per professionisti, ma credimi: puoi realizzare software di ogni tipo, per ogni piattaforma, in breve tempo e con grandi risultati. Potrai sviluppare per Android, Apple, Windows, Linux, Ps4, ecc.

Veniamo al dunque

Io ti suggerisco: YOYO GameMaker Studio 2.
Ti suggerisco questo e basta, e ti elenco perchè:

E’ facile da programmare e il suo linguaggio è simile a un Visual Basic o PHP.

Puoi anche non programmare nulla e riuscire a fare quasi tutto con il mouse.

Nel suo motore sono già presenti un innumerevole quantità di script e estensioni per realizzare qualsiasi cosa con estrema facilità.

Richiede poco tempo di sviluppo.

Ottieni risultati professionali.

Conclusioni

Con questo Tool di sviluppo ho realizzato tutti i miei progetti migliori. Alcuni sono pubblicati su Google play, altri sono ormai obsoleti, altri sono operativi all’interno di una fabbrica e altri sono distribuiti in canali Windows. Non li elenco perchè non è questo il contesto adeguato, ma un esempio è pubblicato qui. (qui lo descrivo)
Io vi posso dire che qualcuno vi dirà: “Ah Ah Ah è un tool di sviluppo per bambini, ah ah ah molto meglio usare Python !!!!!!!”.
Io vi dico: non siete obbligati a dire a nessuno che usate questo tool e probabilmente molti programmatori informatici lo usano e non lo dicono.
Al mondo d’oggi serve far presto, la vostra idea la può avere già qualcun altro e dovete fare più in fretta di lui e bene.
Credetemi, non perdete tempo con altri strumenti più “fighi”. Fatevi furbi.
In un prossimo articolo spiegherò come cominciare ad usareYOYO GameMaker Studio 2.

Windows XP, problema TCP e TCPSERVER

Win XP problema TCP server
Win XP problema TCP server

C’è chi usa ancora XP?

Ebbene si. Aziende, uffici, privati e tutti coloro che hanno vecchi software che funzionano perfettamente e sono stra-collaudati, non hanno nessuna intenzione di upgradare ad un sistema diverso e che potrebbe creare problemi. Esistono centinaia di macchine e impianti gestiti benissimo da XP e che un eventuale upgrade potrebbe comprometterne il funzionamento.

Però un ho un problema TCP SERVER

Certo. Negli anni qualcosa cambia e XP può avere i suoi problemi. Risolviamoli provando questi metodi.

Problema TCP risolto aumentando le connessioni

Questo è il problema più comune, WinXP impone un limite alle connessioni TCP aperte contemporaneamente. Aumentale in maniera considerevole: puoi mettere anche 40 o 100 tranquillamente. Se non sai fare guarda qui.

Problema TCP risolto aprendo le porte

Un problema sul protocollo TCP può avvenire semplicemente perché alcune porte di comunicazione sono chiuse. Se questo è il vostro problema disinstallate l’antivirus e disattivate il firewall. Se in questo modo il problema è risolto, bene, non rimane che reimpostare l’antivirus e il firewall in modo da garantire la nostra connessione. Se non sapete impostare l’antivirus o il firewall troverete una guida qui.

Problema TCP risolto con eliminazione di file degradati

Anche questo problema può causare un errore TCP, specialmente se utilizziamo il nostro XP su una macchina virtuale es. VirtualBox. Fai tutte queste cose che ti mostro in elenco, se vuoi è consigliabile fare prima un backup dei file importanti.

Eliminiamo tutti i file temporanei nel PC. Sono dentro C:\Users\<username>\Local Settings\Temp  e in C:\Windows\Temp

Disattiviamo del tutto la memoria virtuale, qui puoi capire come fare

Eliminiamo tutti i file dentro la cartella c:\windows\prefetch\

Adesso riavviamo il computer e riattiviamo la memoria virtuale, sempre da qui puoi farlo.

Abbiamo finito: riavvia ancora il computer e prova se il problema è risolto.

Problema TCP risolto riavviando IIS

Se il tuo PC fa uso del servizio Microsoft IIS, prova a entrare nei strumenti di amministrazione del computer e riavviare il servizio di amministrazione IIS.

Problema non risolto ?

Se il problema non si è risolto non ti so più aiutare, ma mi pare molto strano. Hai veramente fatto tutto ? Hai veramente fatto anche quello che ti sembrava inutile e che non hai voluto fare ?

Meglio Linux o Windows ?

Meglio Linux o Windows ?
Meglio Linux o Windows ?

Meglio Linux o Windows ?

Chi scrivere questo articolo ha una profonda conoscenza informatica e una sufficiente conoscenza di Linux per poter rispondere in maniera esaustiva.

Chi pone una domanda come questa, probabilmente conosce bene Windows, ma è tentato da qualcosa di nuovo e stimolante, forse migliore ? Vediamo …

Perchè scegliere Linux ?

Il sistema operativo Linux è gratuito e questa è la sua più grande virtù. Il fatto di poterlo modificare a piacimento e il fatto che nessuno ne è proprietario, ha dato vita ha una infinità di “distro”. Le distro Linux sono svariate decine, ognuna delle quali è dedicata ad un uso specifico.

Le distro Linux

Le distro Linux (o Distribuzioni) sono talmente tante da perdersi. Si rimane sempre nel dubbio se si è scelto quella giusta. Fortunatamente esiste questo servizio che vi aiuta a scegliere. Ne esistono di simili a Windows, altre che stanno su una chiavetta, altre che funzionano anche su computer vecchissimi, altre che fanno funzionare macchine automatiche industriali, altre che fungono da server o super server. Ce ne è per tutti i gusti.

Il fatto di essere gratis mi spinge a consigliarvi di provare Linux. E’ una esperienza giusta da fare. E fa un poco figo dire: “io uso Linux”.

Ho scelto la distro Linux, ora che faccio ?

Ora, seguendo le istruzioni o il wizard, lo installate nel PC che avete scelto per lui. Appena l’installazione si sarà conclusa potrete provare il vostro nuovissimo sistema operativo. Ora potete uscire e dire a tutti: “io uso Linux”.

Sono un figo ?

No. La maggior parte delle persone, me compreso, ha installato Linux svariate volte poi è sempre tornato a Windows. Altre persone hanno più di un PC e in questo caso ne tengono uno a Linux, ma non lo usano mai. Linux può utilizzare software Windows attraverso programmi di emulazione, ma se dovete usare Linux per far girare software Windows vi consiglio di tenere Windows. Linux ha delle differenze rispetto al buon Windows a cui siete abituati, e per questo fatto la vostra “produttività” ne risentirà. Troverete per Linux software di ogni tipo, gratuito e spesso anche di qualità, ma raramente migliore di Windows.

Quindi chi usa Linux ?

Linux lo usa chi ha necessità di modificare il sistema operativo per renderlo inusuale ai pirati informatici, in questo modo un pirata informatico ha vita difficile nell’attacco di un sistema Linux personalizzato, perchè semplicemente non lo conosce. Molto spesso si usa Linux su server Internet un pò anche per questo motivo. Viene usato molto anche su sistemi di controllo per macchine automatiche, in questo modo si può adattare il sistema operativo ad adattarsi al perfetto scopo richiesto dalla macchina automatica stessa. E’ usato dai pirati informatici, perchè è più facile trovare software per nascondersi.

A chi consigli Linux ?

Io consiglio Linux ai programmatori di professione per poterlo adattare allo scopo richiesto. Lo consiglio a chi non vuole spendere denaro per comprare software. Lo consiglio a chi odia particolarmente Windows. Lo consiglio a chi vuole ridare vita a un computer obsoleto.

A chi sconsigli Linux ?

Sconsiglio Linux a chi pensa che sia migliore di Windows. Sconsiglio Linux a chi pensa di fare il “figo”. Sconsiglio Linux a chi pensa di migliorare la propria produttività. Sconsiglio Linux a chi pensa di trovare software gratis di qualità.

Come climatizzare il Camper ?

Come climatizzare il Camper ?

Come climatizzare il Camper ?
Come climatizzare il Camper ?

Chi scrive questo articolo è camperista da 24 anni e questa domanda me la sono fatta più volte. Ormai molti Camper hanno il climatizzatore nella cabina di guida, ma non potrà essere utilizzato solo durante la marcia. Ma quello che vogliamo noi Camperisti, è raffreddare l’abitacolo quando siamo campeggiati !

Per climatizzare un Camper ci sono 5 modi:

  • Classico climatizzatore da camper
  • Climatizzatore domestico adattato
  • Climatizzatore evaporativo
  • Ventilazione
  • Ombreggiatura

Quale raffreddamento per il camper è migliore ?

Adesso con calma vi spiego tutte le modalità di raffreddamento dell’abitacolo del camper. Le ho provate tutte e vi posso spiegare tutti i pregi e i difetti. Al termine saprete quale sistema di climatizzazione è il migliore per il vostro stile di vita con il camper.

Il classico climatizzatore da camper

Questo è il più costoso. Si tratta di un climatizzatore della stessa tecnologia di quelli da appartamento. Viene solitamente fissato sul tetto del camper praticando una apertura per l’aria o utilizzando un oblò già esistente. E’ sicuramente efficace e potrà far scendere la temperatura dell’abitacolo anche di oltre 8 gradi rispetto all’esterno e inoltre abbassa notevolmente l’umidità interna. E’ il più rumoroso e necessità di parecchia energia. Se avete un generatore ausiliare a benzina forse potrete utilizzarlo, altrimenti dovrete necessariamente avere un allacciamento a una presa 220V. Purtroppo alcuni campeggi non erogano sufficiente potenza dalle prese a 220 e rischiate di non poterlo utilizzare. Scordatevi di avere la possibilità di alimentarlo con i pannelli solari, perchè non sono sufficienti. Per installare un climatizzatore da Camper occorre spendere cifre oltre 2000 euro.

Climatizzatore domestico adattato

Questo sistema è un po fai date. Occorre comprare un climatizzatore portatile da appartamento e tenerlo da qualche parte dentro al Camper. La posizione migliore è sul sedile anteriore accanto al finestrino. Occorre mantenere il vetro a metà e creare una sagoma in legno per chiudere il varco aperto. Nella sagoma di legno bisogna fare un buco per far passare il tubo dell’aria calda da espellere all’esterno. Serve inoltre un passaggio per far passare il tubicino per scaricare l’acqua dell’umidità: almeno 1 litro al giorno. Questa soluzione è molto più economica della precedente e ve la cavate con cifre da 300 a 500 euro. Se trovate un climatizzatore portatile da non oltre 7500btu lo riuscirete ad alimentare da qualsiasi presa di un campeggio, anche se eroga poca potenza. E’ una soluzione rumorosa e purtroppo poco efficace, infatti il tubo di espulsione dell’aria calda scalda non poco l’interno. Tutta, via questa soluzione permette di soggiornare in un Camper anche se sotto al sole, ma dentro fa comunque caldo. Devo segnalare che i climatizzatori da appartamento non sono progettati per essere trasportati in Camper, infatti le continue vibrazioni dei KM possono provocare la rottura di qualche tubicino in rame all’interno rendendolo non funzionante e irreparable.

Il climatizzatore evaporativo

Questa soluzione abbastanza moderna e di moda sembra sulla carta bella, relativamente economica ed efficace, ma non è così. Il climatizzatore evaporativo ha il vantaggio di consumare poco e può essere azionato anche a batterie. Emette un silenzioso flusso di aria umida e di qualche grado più bassa di quella ambientale e piacevole sulla pelle, ma purtroppo non abbassa la temperatura interna dell’abitacolo. Appena lo spegnete il caldo torna subito a farsi sentire, inoltre aumenta l’umidità all’interno. Una installazione può costare anche 1000euro. Se usato a finestre chiuse l’umidità interna aumenta troppo, meglio usarlo a finestre aperte, ma perde di efficacia raffreddante.

Ventilazione

Economica, silenziosa e consuma pochissimo. Non abbassa la temperatura interna, ma può cambiare tutta l’aria del camper in pochi minuti. Va usata nel modo giusto però: per la massima efficacia ce ne vorrebbero 2 sul tetto, uno all’inizio del camper e uno in coda. Entrambi vanno azionati in modalità aspirazione, e cioè devono succhiare l’aria interna e spingerla fuori verso l’alto. In questo modo infatti, l’aria calda (che sale sempre verso l’alto per principio fisico), viene espulsa e costringe altra aria ad entrare all’interno aspirandola da basso. Dovete tenere le finestre chiuse lasciando aperte le griglie di areazione in basso, solitamente dove c’è la porta di ingresso. Azionate a tutta velocità si può sopravvivere anche sotto al sole, per via del leggero flusso d’aria che si crea all’interno.

Ombreggiatura

Ovviamente questa è la soluzione più economica. Non è banale ombreggiare, ma nemmeno facile. Un camper all’ombra fa la differenza. Anche un telone ben fissato può essere utile, ma il massimo lo si ottiene dalle chiome degli alberi. Quando parcheggiate fate attenzione a dove verrà l’ombra e date priorità alla veranda. Dovete ombreggiare la veranda nelle ore più calde, è li che sopravviverete.

Il consiglio dettato dall’esperienza:

Non ho dubbi sul mio consiglio. Di gran lunga io consiglio l’installazione di 2 ventole sul tetto, utilizzate come ho spiegato sopra. Potrete usarle di notte e di giorno, fanno poco rumore e si possono usare a batteria e con i pannelli solari. Se poi abbinate ombra e ventole assieme, siete a posto e di notte vi dovete coprire !

Sconsiglio totalmente il climatizzatore evaporativo: non lo trovo efficace e vi ritroverete ad installare le ventole ugualmente e a quel punto non lo utilizzerete più.

Per quanto riguarda i climatizzatori classici, devo constatare che sono poco pratici nella vita da camper. Anche se siete fortunati da permettervi il loro prezzo, ritengo che rischiate di non essere pienamente soddisfatti.

Motore magnetico: fake o realtà ?

Motore magnetico: fake o realtà ? Possibile ?

Motore magnetico: fake o realtà
Motore magnetico: fake o realtà

Centinaia di articoli sparsi per il web e centinaia di video, tutti esposti in diverse lingue, ma ancora non si è capito se qualcuno ci è riuscito o se tutte le sperimentazioni sono fasulle. Ho letto tanti articoli, ho visto tanti video e ho sperimentato di persona e posso garantire una certa conoscenza della questione. Farò chiarezza per tutti. Questa aspirata free energy sta a cuore a tutti.

Partiamo dalle leggi della fisica: quelle che tutti sappiamo.

Quello che ci hanno sempre insegnato in fisica è che tutto è governato da delle leggi alle quali non si può sfuggire. Stando a queste leggi, una in particolare è il primo principio della termodinamica o principio di conservazione dell’energia, stabilisce che nulla si crea e nulla si distruggema tutto si trasforma, ovvero che l’energia cambia di forma ma si conserva sempre. Stando a questa legge il motore magnetico non DEVE funzionare.

Cos’è il motore magnetico

Il motore magnetico è (o meglio sarebbe) un motore in grado di generare del moto, semlicemente utilizzando la forza dei magneti permanenti disposti in alcuni punti strategici del motore stesso. Nella foto sotto possiamo vedere una piccola panoramica della moltitudine di esperimenti fatti:

Motore magnetico: fake o realtà ?
Alcuni fra i tanti esperimenti sui motori magnetici

Se si riuscisse a sviluppare un motore del genere, sarebbe una scoperta rivoluzionaria, tale da cambiare il mondo. Potrebbe generare energia pulita a impatto ambientale zero. Sarebbe fantastico.

Quindi, se tanti ci hanno provato e la fisica dice che è impossibile … è fake ?

L’ esperienza pratica vissuta personalmente dice FAKE, le conoscenze di fisica dicono FAKE, il fatto che nessuno ci sia ancora riuscito dice FAKE. La coerenza dice FAKE.

Tuttavia …

Tuttavia c’è un però:
Il motore magnetico tra il FAKE e la realtà

L’esperienza pratica vissuta personalmente, potrebbe essere stata soggetta a incapacità ed a errori. Le leggi della fisica potrebbero non essere del tutto esatte. E nessuno ci è riuscito solo perchè è difficile e incoerente realizzare un motore magnetico. Difficile ma forse non impossibile.

Le leggi della fisica potrebbero non essere del tutto esatte

Questo è il punto su cui insistere per provare a realizzare un motore magnetico. Sappiamo tutti che l’energia non si crea e non si distrugge, ma si trasforma: può passare da energia chimica a cinetica, da cinetica a elettrica, da elettrica a termica, da termica a chimica, ecc, ecc fino a raggiungere un equilibrio e una quiete. Poi serve altra energia per innescare di nuovo tutto un processo di trasformazione da cui noi otteniamo l’energia che ci occorre fino all’equilibrio successivo. E’ sempre così. Non possiamo produrre energia in più, possiamo solo trasformarla e, se siamo veramente bravi, possiamo eventualmente pensare di trasformarla tutta. Ad esempio: la benzina (energia chimica), quando esplode nei pistoni di un motore, diventa energia cinetica che viene poi trasmessa alle ruote, ma nel processo di trasformazione sprechiamo tutta l’energia termica della combustione e tutti gli attriti conseguenti a alla trasmissione meccanica dell’energia cinetica. Le leggi della fisica sono esatte e lo sono anche per un motore magnetico, ma qui c’è in gioco un dettaglio che fa fantasticare le menti più geniali e bizzarre.

Il dettaglio magnetico: un flusso costante, esistente e potente

Chi pensa di poter costruire un motore magnetico si basa sul concetto di poter utilizzare il flusso magnetico di un magnete per spostare un altro magnete fissato su di un rotore, in modo da rompere un equilibrio, a questo punto i magneti dell’ ipotetico rotore cercherebbero un equilibrio facendo girare il rotore che con il suo movimento romperebbe un altro equilibrio e così via, all’infinito, generando un moto perpetuo. Essendo i mangeti potenti, si può immaginare di spostare un rotore massiccio generando una forza cinetica tale da muovere un alternatore per la produzione di energia elettrica. In pratica trasformiamo l’energia attrattiva magnetica (energia potenziale?) in energia cinetica e infine in energia elettrica sprecando un pò di energia termica negli attriti. In questo modo le leggi della fisica sembrano sistemate. Rimane solo un fattore da risolvere:

Perchè non c’è mai riuscito nessuno ?

Perchè è molto difficile (se non vogliamo dire impossibile). In tutti i progetti e esperimenti già visti e provati, la forza gravitazionale è a volte usata come alleata e a volte è di intralcio. Si raggiunge sempre l’equilibrio. Ho visto idee geniali per provare a rompere all’infinito l’equilibrio, ma prima o poi lo si raggiunge nuovamente e tutto si ferma. C’è chi sostiene che alcuni disegni sui cerchi nel grano (se non sono fake anche quelli) raffigurano proprio un progetto di motore magnetico. Questo è tutto vero: cerchio nel grano fake o no, il progetto è stato realizzato, ma funziona solo in un simulatore su di un computer, ma purtroppo quando è stato realizzato dal vero si è fermato in equilibrio. L’idea per mantenere fuori sincronismo i magneti con il rotore potrebbe anche esistere e con estrema precisione si potrebbe construire un motore magnetico a moto perpetuo. Ma…

Ma…

Qui arriva il punto dolente, forse insormontabile: qualora riuscissimo a trovare un disequilibrio per far ruotare un motore magnetico all’infinito, non servirebbe a nulla se non ha la forza per compiere una azione. Se gira e basta non serve. Se facciamo girare un alternatore a vuoto (e cioè senza nessun carico elettrico attaccato) è più morbido e fluido, ma nel momento in cui attacchiamo un carico qualsiasi occorre più forza per muoverlo. Quindi, se attaccassimo a un motore magnetico in delicato disequilibrio un alternatore con collegato un carico elettrico, che fine farebbe il motore magnetico ? Inizierebbe a rallentare fino a fermarsi.

Coclusione:

Si. Tutto fake per ora. Al momento non esiste nessun motore magnetico che possa produrre energia perpetua per il semplice fatto che per evitare l’equilibrio delle forze magnetiche in gioco dobbiamo spendere più energia di quella che stiamo producendo. Però… ragionando in astratto, a occhi chiusi, non vi sembra che sia fattibile ? Che ne dite voi?